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lunedì 25 maggio 2015

"MAD MAX: FURY ROAD": una lezione di Cinema di George Miller (recensione di Claudio Villanova)




Prendete i film d'azione degli ultimi anni, da Transformer fino all'ultimo Avengers compreso, e buttateli nel cesso! Anche se vi sono piaciuti, forza! ...senza ripensamenti, perché è la prima cosa che penserete di fare dopo aver visto “MAD MAX: FURY ROAD” di George Miller.
A suffragio della mia tesi potrei citare Joe Dante (il regista dei Gremilins per capirci... mica il pizzettaro di Via della Scrofa) che su Twitter scrive:


Trent'anni dopo l'ultimo MAD MAX, Miller ci dimostra com'è un film fatto per la pura libidine di creare arte e non esclusivamente per riempire il botteghino; ci dimostra cosa diventa il Cinema quando dietro la macchina da presa c'è un vero autore e non uno di quegli “automi” che Hoolywood sforna da anni, che si limitano a fare il loro compito per compiacere la produzione, senza aggiungere nulla di propria iniziativa per timore di uscire fuori dallo schema.

martedì 28 aprile 2015

"Avengers - The age of Ultron" recensione di Claudio Villanova

“Cazzo che figata questi supereroi!”

Sfido chiunque a non pronunciare questa frase dopo aver visto il fantasmagorico piano sequenza iniziale di “Avanger – the age of Ultron”, il nuovo film di Whedon e compagnia bella (Robert Downey Jr., Scarlet Jhoansson, Mark Ruffalo, per citarne alcuni),
in cui gli Avengers mostrano l'apice dei loro poteri e della loro forza, che lasciano senza parole e allontanano ogni pregiudizio nei confronti del film.

domenica 29 marzo 2015

"Torneranno i prati" il capolavoro di Ermanno Olmi a 100 anni dalla Prima Guerra Mondiale (di Claudio Villanova)


Di fronte alla bellezza è impossibile rimanere indifferenti, qualcosa dentro di noi si muove e niente sembra più come prima.

Dopo aver visto "Torneranno i prati", con Claudio Santamaria fra i protagonisti,  si ha la sensazione di aver vissuto un'esperienza che infiamma tutti i nostri sensi fino a lasciarci con le lacrime agli occhi, consapevoli di aver assistito a qualcosa di bello e terribile allo stesso tempo, qualcosa di sublime.

venerdì 23 gennaio 2015

"The imitation game" L'enigma di un genio da Premio Oscar (recensione di Claudio Villanova)



"Sta prestando attenzione? Bene. Se non ascolta attentamente le sfuggiranno delle cose. Cose importanti. Non farò pause, non mi ripeterò e lei non mi dovrà interrompere. Lei crede di avere il controllo di quello che sta per accadere. Lo crede perchè è seduto lì dov'è seduto e io sono seduto qui dove sono, ma si sbaglia sono io che ho il controllo, perchè io conosco cose che lei non conosce. Ora, ho bisogno che lei si assuma un impegno. Mi ascolterà attentamente e non mi giudicherà se non quando avrò finito. Se non se la sente di rispettare questo impegno la prego di lasciare la stanza, ma se sceglie di restare ricordi che lei ha scelto di essere qui. La responsabilità di quello che accadrà da questo momento in avanti non è mia ma è sua. 
Presti attenzione:"

Con queste parole Alan Turing avverte il poliziotto che lo sta interrogando di quanto sia sconvolgente ciò che sta per raccontare ma, allo stesso tempo, sta avvisando anche lo spettatore seduto al cinema sulla sua comoda poltrona in attesa dell'inizio di "The imitation game": “se sceglie di restare ricordi che lei ha scelto di essere qui... se ne assuma la responsabilità!”.

domenica 18 gennaio 2015

"Exodus" di Ridley Scott è una cagata pazzesca - semicit. (Recensione di Claudio Villanova)



Oh mamma mia Ridley Scott che cos'hai combinato? 
Certo, è da un po' di tempo che non riesci a fare un film degno di tal nome, ma con “Exodus”, la tua nuova opera, hai toccato il fondo dell’abisso! Hai preso in mano l'Esodo, un capitolo importante della Bibbia, e l'hai trasformato nel classico "kolossal hollywoodiano effetti speciali e null'altro", ma il giochino ti è sfuggito di mano rendendo questo film ridicolo.



La trama racconta una delle storie più famose al mondo, l'epopea di Mosè, Principe d’Egitto, che scopre in realtà di essere ebreo e per questo è esiliato dal Faraone Ramses, suo fratello putativo che non aveva particolare simpatia per il Popolo Eletto che schiavizzava come nemmeno i neri nel Missouri erano così schiavizzati. 

martedì 16 dicembre 2014

"Il Grande Lebowski": il favoloso mondo di Drugo (recensione di Claudio Villanova)


I fratelli Cohen dirigono e rappresentano l'epopea di questo personaggio, Jeff Lebowski detto Drugo, al quale una combinazione di eventi del tutto casuali sconvolgeranno la sua vita di nullafacente che ha l'ozio come punto cardine, come Divinità assoluta.

L'intera storia ha un incipit curioso:
Drugo vuole farsi risarcire un tappetto di dubbio valore di sua proprietà sul quale un sequestratore mercenario ha urinato dopo aver capito che non era lui, Jeff Lebowski il disoccupato, la vittima del rapimento ma il suo omonimo Jeff Lebowki il miliardario che, così, diverrà il debitore di Drugo.


Da qui hanno origine una serie di eventi sorprendenti e la placida e indolente esistenza di Drugo diventerà sempre più intricata e complessa.
Il nostro (anti)eroe sarà accompagnato nelle sue avventure da una galleria illimitata di personaggi folli e sopra le righe, tutti scritti magnificamente che trasformeranno il cast in una perfetta orchestra sinfonica:

venerdì 28 novembre 2014

"Interstellar": Odissea nello spazio... dei poveri (recensione di Claudio Villanova)


Avete presente quei giocatori di calcio che avrebbero tutte le carte in regola per essere decisivi ma ai quali manca sempre quel guizzo che li farebbe diventare dei Campioni? 
Allo stesso modo Nolan è capacissimo dal punto di vista tecnico a ricreare una galassia, riesce a scrivere una sceneggiatura complessa e intrecciata, ma alla fine gli manca la capacità di rischiare per andare oltre i limiti del genere “Blockbuster”. 
Ecco “Interstellar” che poteva essere il film che l'avrebbe condotto nell'Olimpo del cinema, anche grazie alla partecipazione di un ottimo cast (Matthew McConaughey, Michael Caine e Anna Hathaway), e che invece ricade nei soliti errori del suo cinema.

sabato 18 ottobre 2014

"Lucy" di Luc Besson: Cosa succede quando un cervello umano raggiunge il 100% delle proprie capacità? (Recensione di Claudio Villanova)



Luc Besson è un regista che divide la critica: chi vede in lui un manierista privo di sostanza e chi invece è folgorato della sua filmografia dallo stile personale, ricca di personaggi indimenticabili, atmosfere magiche.
Io tendo ad appartenere più al secondo gruppo, perché Besson concepisce un intrattenimento tanto divertente quanto intelligente, ma il suo pregio migliore è quella capacità di creare personaggi ai quali ci si affeziona con l’anima e che entrano nella nostra vita come quegli amici a cui puoi telefonare a qualsiasi ora della notte (come Leòn, Nikita, Angelà).


Ecco perché quando “Lucy” era ai titoli di coda e nella sala del cinema le luci si sono riaccese, la prima sensazione che ho provato aveva l'amaro in bocca: mi disperavo delle potenzialità sprecate di questa pellicola.

lunedì 15 settembre 2014

"THE PRESTIGE": Qual è il limite tra finzione e realtà? (Recensione di Claudio Villanova)

di Claudio Villanova

Qual è il limite tra finzione e realtà?
Qual è la posta in gioco quando si supera questo limite?
"The prestige" è la storia di una rivalità fra due prestigiatori che potrebbe rispondere a questi interrogativi.
Il film di Cristopher Nolan segue le regole di un trucco da prestigiatore come ci racconta Michael Caine sin dalle prime scene: 

mercoledì 23 luglio 2014

"Il Gladiatore" (recensione): avete presente "Al mio segnale scatenate l'inferno!"?

di Claudio Villanova



"Il generale che diventa uno schiavo, lo schiavo che diventa gladiatore, il gladiatore che sfidò un'imperatore...una storia che colpisce”

Con queste parole il viscido Imperatore Commodo (Joaquin Phoenix, uno che non ti delude mai) sintetizza la trama de "Il gladiatore”, la storia dell'eroe Massimo Decimo Meridio interpretato da Russel Crowe.


L’odioso Commodo “Phoenix” ammazza suo padre l’imperatore Marco Aurelio, gli succede al trono che il padre aveva destinato al fidato Generale Massimo “Crowe”, e cerca di sbarazzarsi di quest’ultimo che si rifiuta di assoggettarsi al suo potere, facendolo arrestare per poi giustiziarlo. 


Ma Massimo è Generale mica per niente e sfugge alla cattura. Allora Commodo, figlio di puttana come pochi, gli ammazza la moglie e il figlio… ma è lì che si scava la fossa.

giovedì 29 maggio 2014

"AMERICAN BEAUTY": E' difficile rimanere arrabbiati quando puoi vederti questa bellezza americana


di Claudio Villanova



"Il colonello di Amercian Beauty è gay...ed uccide Kevin Spacey".
Così Caparezza ci svela il finale del pluripremiato "American Beauty" (ben 5 Oscar), nel suo volutamente odioso singolo "Kevin Spacey”, ma non bastano le provocazioni del “genio di Molfetta” a farmi desistere dal recensire il film di Sam Mendes.

Già dal primo campo largo su un classico quartiere americano Lester, il protagonista interpretato da un immenso Kevin Spacey, inizia a presentarsi raccontandoci la storia dal suo punto di vista (tecnica che Mendes ammette di aver ripreso dal leggendario Arancia Meccanica di Kubrick ), e facendosi amare sin dalle prime scene.
Ma questo è solo un intelligente tranello, perché Lester non è un eroe… anzi... è proprio il contrario della visione comune di un eroe.

...la sua famiglia,  la classica famiglia americana, è all’apparenza armoniosa ma appena svoltato l'angolo mostra subito l’esasperazione che regna all'interno: 

venerdì 9 maggio 2014

"I Cento passi" di bellezza di Peppino Impastato (recensione di Claudio Villanova)



“I cento passi” è una storia vera,  
“I cento passi”è una storia da insegnare nelle scuole fin dalla tenera età perché è la più bella storia di vittoria contro i mostri cattivi:
il 9 Maggio 1978, quella montagna di merda che è la mafia si arrese alla bellezza di Peppino Impastato.
Quel giorno i vigliacchi credettero di aver vinto, 
stupidi illusi, 
invece non fecero altro che rendere la tua vita e le tue idee immortali.

Ciao Peppino
Ti voglio bene e farò di tutto perché il tuo nome resti impresso nella memoria del nostro popolo.
Promesso!

K




 "I Cento passi" recensione di Claudio Villanova

 

Chi metterebbe in discussione la propria famiglia, le proprie tradizioni o la propria vita per combattere la Mafia tenuta viva dalla zona grigia dello Stato Italiano?
Peppino Impastato di Cinisi, paese vicino a Palermo, è uno di quei Grandi Uomini che hanno deciso di non rimanere zitti e di non arrendersi all'indifferenza.

venerdì 25 aprile 2014

"NOAH" il film. Recensione di Claudio Villanova: La solida Arca di Russel Crowe


"Quando arriveranno... saranno disperati e molti"

Ho avuto sempre grande fiducia in Darren Aronofski e anche quando si è avvicinato alla produzione di un film come "Noah", che rischiava di essere il classico kolossal hollywoodiano solo effetti speciali senza senso narrativo, l'ho sempre incitato pensando a lui come un grande talento...
...e ora che ho visto "Noah", ho la convinzione di aver fatto un'ottima scelta a scommettere su di lui, e lui per ringraziarmi mi ha stupito.

La trama si rifà alla nota parabola biblica dell'arca di Noè presente nella Genesi. 
Noah (Russel Crowe) è l'integerrimo essere umano scelto da Dio per costruire l’Arca sulla quale la sua famiglia e alcune coppie di animali troveranno la salvezza dal grande diluvio che il Creatore farà scendere sulla terra per punire i peccatori, ma Aronofski rende il contesto più interessante facendoci porre alcune domande:

mercoledì 26 marzo 2014

Il primo indimenticabile "TERMINATOR": il passato è un futuro da evitare. RECENSIONE


di CLAUDIO VILLANOVA



In un mondo ipertecnologico come il nostro recuperare un film come "Terminator" sarebbe un'ottima idea, soprattutto in un periodo in cui i film d'azione sono solo esplosioni e botti mentre i film di fantascienza sono solo un'accozzaglia di CGI (computer grafica). 

Nel 1984 James Cameron ci regala una vera gemma, che forse poteva essere ancora un po' più levigata, ma che nell'immaginario collettivo rimane un film ai limiti della perfezione:
"Terminator" è la storia di un cyborg (Schwarzenegger) venuto dal futuro, per uccidere Sarah Connor (un'indimenticabile Linda Hamilton), colei che darà la luce a John Connor, capo della resistenza contro i robot che in un futuro prossimo avrebbero sottomesso la razza umana. A loro volta gli umani inviano nel passato un loro esponente Kyle Reese, interpretato da Michael Biehn,  per salvare Sarah e per distruggere il cyborg.

mercoledì 5 marzo 2014

La sottile bellezza de "LA GRANDE BELLEZZA": cerca oltre l'apparenza! (Con la recensione di un ospite speciale: Claudio Villanova, esperto di cinema)




"Finisce sempre così. 
Con la morte. 
Prima, però, c'è stata la vita, nascosta sotto il bla bla bla bla bla. 
È tutto sedimentato sotto il chiacchiericcio e il rumore. 
Il silenzio e il sentimento. 
L'emozione e la paura. 
Gli sparuti incostanti sprazzi di bellezza. 
E poi lo squallore disgraziato e l'uomo miserabile. 
Tutto sepolto dalla coperta dell'imbarazzo dello stare al mondo. 
Bla. Bla. Bla. Bla. 
Altrove, c'è l'altrove. 
Io non mi occupo dell'altrove. 
Dunque, che questo romanzo abbia inizio. 
In fondo, è solo un trucco. 
Sì, è solo un trucco." (Jep Gambardella)


Se partissimo dal fondo de “La Grande bellezza” saremmo di fronte a un esempio di eccezionale poesia, quella frase finale è una frustata all’anima ma allo stesso tempo un magnifico invito per ogni essere vivente a spolverare la propria esistenza dal chiacchiericcio e dal rumore per elevarsi dalle miserie della condizione umana e così poter risplendere nell’emozione più pura senza usare trucchi.